Pandora Me: la nuova linea firmata da Millie Bobby Brown

Pandora Me - copertina

Dopo la collezione “Essence”, Pandora torna sul minimal e per la nuova stagione autunnale propone la linea “Pandora Me” disegnata in collaborazione con la giovane attrice britannica Millie Bobby Brown

Pandora Me - I

La collezione nasce da un duplice obiettivo: da un lato celebrare la bellezza e la potenza tipiche delle ragazze e delle donne e, dall’altro, creare un gioiello che possa rappresentare ciascuna di noi, con il proprio carattere, le proprie passioni e la propria personalità

Pandora Me - bracciale catena

Pandora Me - bracciale snake

Immagini: Pandora

Con dimensioni decisamente più contenute rispetto alle classiche proposte del brand, la collezione “Pandora Me” coniuga l’eleganza di forme come la catena (il bracciale di punta della collezione introduce proprio questa forma) con un mood molto sbarazzino (soprattutto i charm, visti i soggetti proposti, strizzano l’occhio ad un pubblico molto giovane).

Pandora è un brand che fin dall’inizio mi è piaciuto molto, sia per l’idea che ci sta dietro – poter creare il proprio braccialetto personalizzato, con tutto ciò che ci piace e ci rappresenta – sia per il rapporto qualità/prezzo (da proprietaria di tre bracciali – il classico snake con i charm, il rigido aperto e il rigido chiuso della collezione Essence – e di un paio di orecchini, posso dirvi che non mi hanno mai dato alcun problema e sono ancora assolutamente perfetti)…

Anche questa collezione mi piace, la trovo molto fine ed elegante… Solo i soggetti scelti per i charm, forse, sono un po’ troppo legati ad una fascia di età (il che, tra l’altro, non è così strano dato che la creatrice della collezione Millie Bobby Brown è un’adolescente)… Spero che in futuro amplino la collezione inserendo anche degli altri soggetti…

Per quanto riguarda, invece, i braccialetti, sono molto carini tutti e tre i modelli, ma il più interessante è sicuramente il bracciale a catena: i charm gli aggiungono dettagli ma, secondo me, è molto bello anche indossato da solo…

La collezione Pandora ME è già disponibile sia online che nei negozi Pandora… …non ci resta che raccontare la nostra storia!!

Xoxo

Frenzi

 

 

 

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Giambattista Valli per H&M

Giambattista Valli per H&M

Anticipata a maggio da una prima capsule collection – venduta esclusivamente online e andata sold out nel giro di pochissime ore dal lancio – è stata resa nota proprio in questi giorni tutta la collezione che Giambattista Valli ha disegnato per H&M

Giambattista Valli – stilista di origine romana che ha fondato la sua omonima casa di moda nel 2005, prima nel ready-to-wear e poi, dal 2011, nell’ Haute Couture – propone uno stile che ha l’obiettivo di far sentire la donna a suo agio in tutte le occasioni, soprattutto quelle più formali, e che va dal vaporoso (fiocchi e strati di tulle) al minimal (linee pulite e decorazioni essenziali)

blusa cipria pois

tee bianca labbra

top fiocchi

 

felpa bianca applicazioni scollo

felpa cappuccio blu perle

Giacca corta

tubino nero ricami fiori

vestito corto

vestito da sera

 

La collezione per H&M conferma il mood stilistico di Valli e propone capi per le occasioni più diverse, con una marcata oscillazione tra il casual e l’occasione formale.

Anche la palette cromatica – alcuni pezzi, come le tee o le felpe con il cappuccio vengono proposte in diverse varianti – non è amplissima: bianco, rosa e nero come colori principali, con qualche sfumatura più accesa su alcune applicazioni e ricami

foulard fantasia floreale

foulard chiaro fantasia floreale

Immagini: from Vanity Fair

Nella collezione non mancano gli accessori, con due proposte di borse, tre di foulard e – elemento forse più particolare della proposta – tre o quattro fantasie diverse di calze e calzini e due di collant…

Il range di prezzi – come sempre nel caso delle collaborazioni di H&M con grandi nomi della moda internazionale – sono un po’ più alti rispetto alla media del brand svedese e si inseriscono in un range che va, più o meno, dai 50 ai 150 euro

Personalmente, eccetto per la collaborazione con Jimmy Choo (di cui mi piacevano tantissimo le ballerine con le stelle, che poi però non sono riuscita a trovare), non sono mai stata particolarmente determinata nello shopping di queste collezioni, un po’ per la modalità di acquisto (quando escono queste collezioni speciali, H&M mette una serie di regole per acquistare) un po’ per i prezzi… Parlando di questa specifica collaborazione, alcune cose sono molto carine ma anche in questo caso non credo che alla fine acquisterò qualcosa…

La collezione “Giambattista Valli per H&M sarà disponibile in alcuni store selezionati e online a partire dal 7 novembre 2019.

Xoxo

Frenzi 

Il guardaroba perfetto: quali capi non possono assolutamente mancare

Il sogno di tutte noi amanti della bellezza e dell’eleganza è avere il guardaroba perfetto, quello per cui la mattina non si fa nessuna fatica a scegliere cosa indossare e che, qualunque sia l’occasione, ci “suggerisce” l’abbinamento perfetto per sentirci sicure e a nostro agio…

Impossibile? Assolutamente no, anzi… Basta acquistare i capi giusti!!

Nota introduttiva e generale: sui tagli e sulla vestibilità tutto dipende dalla fisicità di ognuno. L’importante è che vi cadano addosso morbide e vi valorizzino… Poi, fate voi!! Detto ciò, ecco la mia selezione:

Camicia bianca e azzurra di cotone, taglio sartoriale e lavorazione Oxford: le regole canoniche dello stile vorrebbero che la camicia fosse solo bianca… Corretto, ma secondo me un pochino restrittivo, perché l’azzurro ha possibilità di abbinamento praticamente infinite, quasi quanto il bianco. Personalmente suggerisco anche di prendere in considerazione una camicia con un leggero sbuffo sulle maniche, sempre molto fine e minimal, ma con un piccolo tocco in più…

Jeans, gamba dritta e vita medio alta: una volta individuato il brand che fa i jeans perfetti per voi, non abbiate paura e comprateli in stock, in tre lavaggi diversi: blu scuro, bianco e nero. Tatticamente abbinati, saranno vostri fedeli alleati in tantissime occasioni, più o meno formali.

Tubino Nero: Audrey Hepburn e Coco Chanel insegnano: il classico abito nero a tubino non può non esserci nel guardaroba. Personalmente preferisco le varianti con una manica corta anche solo accennata, ma non c’è un modello standard che vada bene per tutte… Sarà il salvavita nelle occasioni formali in cui non sapete cosa indossare ma volete fare una figura favolosa….

Blazer: a questo capo ho dedicato un intero post, che potete trovare qui, quindi cercherò di non dilungarmi… Un guardaroba perfetto deve contenere almeno tre modelli di blazer: scollo tondo e lavorazione bouclé, più lungo e leggero, taglio classico “stile college”

 

T-shirt bianca: scollo tondo, ottimo cotone liscio e abbastanza strutturato, taglio dritto. Queste le tre caratteristiche che deve avere la maglietta perfetta… Come il tubino nero, sarà un salvavita nelle occasioni più svariate.

Giubbotto di pelle nero: nel guardaroba perfetto, secondo me ce ne devono essere due: il classico chiodo con i maxi revers e le fibbie in vita, e la versione più soft con il colletto alla coreana e, magari, le maniche leggermente a sbuffo. Rigorosamente nero.

Cappotto: un must del guardaroba è sicuramente il cappotto color cammello, quindi non posso non inserirlo anche se, a dirvela tutta, il modello iconico di Max Mara – lungo e stile vestaglia – non mi fa impazzire, preferisco modelli più corti e asciutti. Inoltre, io ne prevederei anche uno di un altro colore, magari nero o grigio scuro

Trench: Altro capospalla che non può mancare nel perfetto guardaroba, ovviamente in beige (sulla particolare tonalità, potete valutare in base al vostro equilibrio di colori di pelle e capelli oltre che alla palette di colori che avete nell’armadio).

Cardigan e maglioncini: come per i jeans e le t-shirt, individuate il vostro brand di fiducia e attingete a piene mani, sulla base dei vostri gusti per quanto riguarda colori e tagli (scollo tondo, scollo a v, lunghezza…) Unici consigli che mi permetto di darvi sono di evitare le fantasie e di alternare cardigan e maglioncini, così avrete maggiore possibilità di scelta

Pantaloni a gamba dritta: soprattutto se avete necessità di vestirvi tutti i giorni per andare in ufficio – indipendentemente dal grado di formalità richiesto sul vostro luogo di lavoro – questo tipo di pantalone, in diverse varianti di colore, tessuto e brand – non può mancare nel vostro guardaroba.

 

Su questa base, potete poi giocare con gli accessori e pensare gli acquisti stagionali o legati ad un particolare trend.

Ultimo consiglio: su questi capi “must have” del guardaroba, siate pronte – se necessario -ad investire qualcosa di più, non solo per una questione di qualità dei tessuti e di cura dei tagli e delle rifiniture ma anche e soprattutto per una questione di portabilità e “benessere” che questi capi vi regaleranno.

 

Xoxo

Frenzi

 

La Capucines di Louis Vuitton firmata da sei grandi nomi dell’arte contemporanea

© Gerard Uferas

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Diventato negli ultimi anni modello di punta del brand, la Capucines di Louis Vuitton si colora di allegria e mette in evidenza la grande attenzione che il marchio francese rivolge all’arte contemporanea.

Per la stagione P/E 2019, infatti, sono uscite da poco sul mercato sei nuove varianti di questa borsa, ognuna firmata da un artista contemporaneo:

Artsy Capucine - Alex Israel

Arty Capucines by Alex Israel

32enne artista americano, Alex Israel si è fatto conoscere nel mondo del fashion come fondatore del marchio di occhiali da sole Freeway Eyewear Inc. Ispirandosi ai colori e al mood della città di Los Angeles, Alex Israel è oggi considerato un astro nascente dell’arte contemporanea e, alle ultime esposizioni, le sue opere hanno raggiunto cifre da capogiro.

Sulla Arty è ripreso il suo tema più famoso, Sky Paintings

Artsy Capucine - Jonas Wood

Arty Capucines by Jonas Wood

42 anni, anche lui americano, Jonas Wood è partito da una formazione di tipo psicologico per poi approdare al mondo dell’arte. Filo conduttore delle sue opere e del tema scelto per la Arty, la ricerca del ricordo e dei momenti di riflessione

Artsy Capucine - Nicolas Hlobo

Arty Capucines by Nicolas Hlobo

Artista sudafricano, Nicolas Hlobo realizza le sue opere utilizzando e riutilizzando materiali alternativi come nastro, gomma e pelle, così da dare una sensazione tattile molto pronunciata ai suoi disegni e alle sue sculture. Per questo, anche la variante della Arty da lui realizzata, presenta elementi tridimensionali a contrasto che escono dai contorni della borsa stessa

Artsy Capucine - Sam Falls

Arty Capucines by Sam Falls

Grande appassionato di paesaggi, Sam Falls per le sue opere utilizza una tecnica molto particolare: appoggia sulla tela elementi naturali come foglie o fiori, e poi lascia che la pioggia e il sole ne riportino la sagoma e i colori sul quadro. Per la Arty ha scelto di portare su pelle l’immagine stilizzata di un prato fiorito al momento del tramonto

Artsy Capucine - Tschabalala Self

Arty Capucines by Tschabalala Self

Tschabalala Self è un artista americano famoso per le sue raffigurazioni di figure femminili nere che usano vernice, tessuto e pezzi scartati dei suoi lavori precedenti. Sulla “sua” Arty, ci sono perciò inserimenti di pelle di tipo diverso rispetto al corpo della borsa, che riprendono i quattro simboli iconici della maison

Artsy Capucine - Urs Fisher

Arty Capucines by Urs Fisher

Artista eclettico, Fisher usa spesso nelle sue opere materiali inconsueti e molto poco artistici. Per la Arty, ha deciso di decorarla con elementi del mondo del food, realizzati in plastica e attaccati alla borsa come un charm decorativo.

 

Di base la Capucines non è un modello che mi fa impazzire, non porta nulla di particolarmente innovativo all’attuale panorama delle borse di lusso, anche se ne riconosco e apprezzo la pulizia delle linee e l’eleganza.

In queste varianti super colorate, in particolare nella versione di Sam Falls, mi convince di più, aggiungono quel tocco glamour che altrimenti, secondo me, le manca un po’…

Nella versione monocroma, la Capucines costa 3.750 euro, in questa versione artistica 6.500… … A questo prezzo, secondo me, ci sono altri modelli di altri marchi che valgono molto di più l’investimento, questa rientra decisamente nella categoria “Sfizi” (che ti togli avendo già tutto del resto…)

Xoxo

Frenzi

 

 

 

Il Frenzipensiero: Il concorso “Premio Tesi di Laurea Città di Torino”

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Del come e del perché sono arrivata a dove mi vedete nella foto, non ho voluto finora raccontare nulla per seguire un po’ di sano understatement sabaudo (oltre ad una buona dose di scaramanzia…)…

Verso fine gennaio sono stata contattata dal Dr Vecchione, presidente dell’Associazione Premio Tesi di su Torino, per partecipare al concorso omonimo, che quest’anno proponeva come tema “La moda e le mode a Torino”.

Per entrambe le tesi (eh sì, sia la mia tesi triennale che quella magistrale hanno trattato di moda…), ho mandato alcuni documenti oltre alla scheda di iscrizione al concorso.

Dopodiché ho volutamente archiviato la cartellina in un cassetto e non ci ho più pensato, un po’ perché mi era stato detto che, comunque, prima della primavera non ci sarebbero stati aggiornamenti sul concorso (tempi tecnici di leggere tutti i lavori che hanno partecipato) e un po’ perché, per carattere, non volevo dare troppa importanza a questa cosa prima del necessario….

Finalmente, circa un paio di settimane fa, mi arriva la mail che mi comunica data, luogo ed ora della cerimonia di premiazione… E quindi, in un piovoso sabato pomeriggio di maggio torinese, mi trovo in una saletta conferenze dell’ASCOM a partecipare a questa premiazione, dalla quale – sono sincera – fino all’ultimo non mi aspettavo niente di particolare (vedasi sempre l’understatement sabaudo insito nel mio carattere di cui ad inizio post)…

Si inizia, dopo una breve presentazione dei membri della giuria, con il chiamare circa una quindicina di ragazzi e ragazze (eravamo soprattutto ragazze, ma visto il tema di quest’anno non poteva essere altrimenti) che, a turno, ricevono i complimenti per il lavoro svolto (credetemi, il membro della giuria che ha moderato questa prima parte della premiazione ha trovato qualcosa di interessante da dire su tutte le tesi, segno che sono state davvero lette dalla prima all’ultima pagina), il diploma di partecipazione e un piccolo pensierino “di consolazione”… Ad un certo punto viene fatto il mio nome, ma vengo rimandata a sedermi con un “Lei presenta due tesi, passa dopo”… Torno al mio posto e continuo ad ascoltare le varie presentazioni (tutti argomenti molto interessanti), cercando di non pensare ad altre ipotesi e al perché non mi avessero chiamato…

Terminato questo primo giro, si passa alle menzioni speciali di alcune tesi che, pur non rientrando tra i premiati, sono state giudicate come particolarmente interessanti dalla giuria e, oltre al diploma e al cadeau ricevono anche un libro. Anche questo secondo giro passa senza che il mio nome venga chiamato… Cercavo di non darlo a vedere, ma ammetto che a quel punto ho iniziato a pensare ad un errore o ad un disguido…

Infine, si parte con i tre premiati: il terzo premio va ad un ragazzo che ha scritto una tesi sull’allestimento della prima Mostra Nazionale della Moda del 1933; il secondo va ad un trio che ha scritto una tesi sulle case popolari di Torino; il primo…

“Il primo premio del concorso indetto dall’Associazione “Premio Tesi di Laurea Città di Torino” viene dato ad una tesi del Dipartimento di Studi Umanistici, corso di laurea in Culture Moderne Comparate, all’autrice della tesi “La Moda veste Torino. Progetto di un Museo della Moda nella capitale sabauda”, premio attribuito a Francesca Bilotta”

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Lo ammetto… fino a “Dipartimento di Studi Umanistici, corso di laurea in Culture Moderne Comparate” non ho davvero creduto che il primo premio stesse andando a me…

E invece è successo davvero… E, aldilà del premio di per sé, è stata un’emozione e una soddisfazione davvero grande… (sto scrivendo questo post dopo 24 ore dalla premiazione, e a riguardare e riascoltare il video ho ancora qualche brivido)

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Congratulazioni, foto di rito e qualche parola con i membri della giuria, che mi hanno rinnovato i complimenti e chiesto un paio di curiosità anche sulla tesi triennale…

Sulla scia di questo concorso e della premiazione di ieri, ci saranno altre iniziative di cui però vi racconterò a tempo debito…

Per il momento mi godo questa inaspettata, grandissima soddisfazione…

 

Frenzi

Come indossare e abbinare i pantaloni bianchi

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Il pantalone bianco è sicuramente uno di quei capi che non possono mancare nel guardaroba…

Ma, proprio per il suo colore, spesso non è facile da gestire e indossare con eleganza e disinvoltura…

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Il primo aspetto da considerare quando si acquista un pantalone bianco è sicuramente il tessuto e la consistenza: tessuti troppo leggeri, infatti, sicuramente metteranno in mostra anche ciò che sta sotto il pantalone… il che, per quanto l’intimo possa essere fine e minimal, non è mai bello da vedere…

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Seconda caratteristica da valutare con attenzione è il taglio: contrariamente ai colori scuri, infatti, il bianco (e più in generale tutti i colori chiari) mettono maggiormente in evidenza eventuali difetti e imperfezioni fisiche. Quindi, meglio provarne un paio in più e cercare modelli che magari non sono strettamente legati alle mode del momento ma che siano adatti alla vostra fisicità.

Personalmente, vi consiglio di evitare anche decorazioni, strappi o ricami: molto meglio qualcosa di pulito e lineare, su cui potrete sbizzarrirvi con gli abbinamenti

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E, proprio a proposito di abbinamenti, essendo il bianco il colore basic per eccellenza, qui le possibilità sono praticamente infinite, e tutto dipende dal vostro gusto e dal vostro stile…

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Non ho volutamente citato, sempre in tema di abbinamenti, l’opzione “total white”… Non perché non si possa indossare un look completamente bianco, ma perché secondo me questo tipo di look è estremamente difficile… Meglio spezzare con qualcosa di un altro colore…

Xoxo

Frenzi

La teoria del “capsule wardrobe”

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Ultimamente mi è capitato spesso di sentire parlare di un approccio alla gestione del proprio guardaroba che trovo molto interessante: la teoria del capsule wardrobe

Si tratta di una filosofia nata a Londra negli anni ’70 ad opera di Susie Faux, che nella sua boutique Wardrobe proponeva una collezione molto essenziale, composta da pochi capi ed accessori perfettamente abbinabili tra loro e in grado di coprire tutte le occasioni d’uso quotidiane.

Questo principio – reso emblematico dalla collezione di Donna Karan “Seven Easy Pieces”, sette completi da lavoro perfettamente intercambiabili – è tornato in questi anni di grande attualità, e ci sono molte influencer che ne hanno fatto uno stile di vita…

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In pratica si tratta di costruire interamente il proprio armadio con un numero di capi e accessori che varia tra i 37 e i 50, tutti basic, di ottima qualità e che siano in grado di abbinarsi perfettamente tra loro, in modo da creare outfit per tutte le occasioni e che, magari cambiando solo un dettaglio, possano coprire più di un’occasione d’uso, anche nel corso della stessa giornata.

Il risparmio è triplice: in autostima, perché ogni giorno potreste indossare un outfit con cui siete certe di sentirvi sicure di voi stesse e belle; in tempo, perché la mattina sarà molto più facile visualizzare l’intero armadio e decidere l’abbinamento giusto per la giornata; in denaro, perché una volta interiorizzato il principio, il rischio di fare shopping compulsivo dovrebbe essere quasi del tutto scongiurato.

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Senza andare nelle versioni troppo estreme (secondo alcuni basterebbero 10 pezzi, tra abbigliamento ed accessori, per avere il perfetto capsule wardrobe) e senza essere troppo restrittivi o legati al numero di pezzi da avere nell’armadio, è una filosofia che mi piace molto e che condivido pienamente: l’acquisto stagionale o impulsivo ogni tanto ci può stare, ma personalmente preferisco un shopping più ragionato… Il che non vuol necessariamente dire comprare tanto meno (beh, un po’ ovviamente sì), ma vuol dire pensare quando si acquista e comprare capi e accessori non troppo legati alle mode di uno specifico momento e adatti ad accompagnarci per più di una stagione

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E, aggiungo, non necessariamente bisogna uscire dai marchi del fast fashion (certo, su alcuni basic irrinunciabili è obbligatorio investire qualcosa in più, sia per questioni di qualità che di vestibilità): anche catene come Zara, infatti, spesso propongono capi che rientrano perfettamente nella filosofia del capsule wardrobe… Certo, magari non saranno capi di durata decennale, ma anche in caso andassero sostituiti ogni due/tre stagioni, sarà abbastanza facile trovare un succedaneo, anche dello stesso brand….

Beh, visto che siamo giusto in periodo di cambio di stagione,non ci resta che aprire gli armadi e provare a sperimentare questa teoria…

Xoxo

Frenzi

Polène Paris: chic parigino in una borsa

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Di recente, grazie ad un video di Clio Makeup, ho scoperto un nuovo brand di cui mi sono innamorata: Polène Paris

Si tratta di un marchio francese fondato da un trio familiare (due sorelle ed un fratello) – appassionati di artigianato e “nipoti d’arte” (i nonni erano creatori di un’altro importante marchio di borse francese) – che disegna e produce borse utilizzando solo materiali di alta qualità provenienti dalla Francia e dalla Spagna.

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La collezione, che potete trovare esclusivamente online qui oppure presso la boutique del brand, in Rue de Sainte Croix 48 a Parigi, si compone di cinque modelli:

  • Numéro Un
  • Numéro Un – mini
  • Numéro Deux
  • Numéro Trois
  • Numéro Quatre
  • Numéro Six

Tra questi, il modello di punta è sicuramente la Numéro-Un, sia nella dimensione standard che in quella più piccola

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Realizzata in pelle di vitello “pieno fiore” a grana grossa, disponibile in 24 colori la dimensione più grande e 15 quella piccola e in due diverse combinazioni di lavorazione (interamente in pelle martellata o con la pattina in scamosciato), ha queste dimensioni:

Numéro Un: 32 X 16,5 X 23 cm, con tracolla regolabile di 120 cm

Numéro Un – mini: 20,5 X 18 X 9 cm, con tracolla di 116 cm

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Personalmente mi sono innamorata della versione più grande: dimensione perfetta per una borsa da giorno, ma comunque compatta, linee super pulite, forma elegantemente particolare, doppia possibilità di utilizzo – a mano e a tracolla), doppia chiusura con la pattina e una piccola zip interna

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Sfruttabile con tantissimi look diversi, da quelli più formali per l’ufficio a quelli più easy e sbarazzini per il weekend, questa chicca della pelletteria francese ha un altro punto a suo favore: il prezzo.

Pur avendo, infatti, caratteristiche di stile e materiali propri di una borsa di lusso, ha un prezzo assolutamente accessibile:

Numéro Un: 330 €, sia nella versione interamente in pelle che nella versione con pattina scamosciata

Numéro Un – mini: 270 €, in entrambe le lavorazioni

Immagini: via Pinterest

 

Non vi nascondo che  questa borsa mi ha colpito fin dalla prima volta che l’ho vista sul sito, e che sto seriamente meditando l’acquisto… (suggerimento: Pasqua si avvicina…)

 

Xoxo

Frenzi

Un must essenziale per la primavera: il blazer

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Un capo che non può mancare in un guardaroba che si rispetti è il blazer: nato come segno distintivo dell’abbigliamento maschile e poi diventato simbolo anche per la figura della donna in carriera (soprattutto nella versione tailleur, in abbinata con la gonna a tubino o con il pantalone con la riga), oggi il blazer è protagonista dei look più diversi e. con i giusti accorgimenti, può essere indossato praticamente a tutte le età, dalle ragazzine alle signore più mature…

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E, come sono aumentate le occasioni d’uso in cui il blazer può diventare protagonista dell’outfit, anche nei tagli e nelle forme delle giacche si possono trovare diverse alternative: a scollo tondo, come la proposta di Chanel; destrutturato, come consiglia Zara; doppiopetto e con le spalle importanti, come dice Balmain…

 

Immagini: from Pinterest

 

Personalmente, sono una utilizzatrice quasi compulsiva del blazer; è un capo di abbigliamento che adoro e che utilizzo in tutte le stagioni, sia negli outfit da ufficio che in contesti più casual….

…Anche per quanto riguarda modelli e colori ne ho diversi (la maggior parte su colori neutri, tipo nero blu e grigio, con qualche aggiunta più colorata, rosa e azzurra), e non vi saprei dire un modello che mi piace più di un altro… Per la mia fisicità però, ad esempio, mi valorizzano di più giacche con i classici revers e le spalle leggermente più importanti (a sbuffo o con una leggerissima imbottitura) rispetto ai modelli più morbidi e destrutturati…

Come per quasi tutti i capi di abbigliamento non c’è una regola generale, dipende tutto dalla fisicità e dal gusto di ognuno… … Ma almeno un blazer nel guardaroba è obbligatorio, può salvare un look in cinque minuti, oltre che essere un valido alleato nei giorni in cui l’ispirazione per trovare il look giusto è pari allo 0…

Xoxo

Frenzi

 

 

 

Gioielli minimal: un trend da seguire con molta attenzione

gioielli minimal 1

Se fino a qualche tempo erano soprattutto le influencer e icone di stile francesi a proporre un uso molto minimal dei gioielli, sia in termini di stile che di abbinamento, oggi questa tendenza sta diventando molto seguita ed apprezzata anche da noi…

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gioielli minimal 3

gioielli minimal 4

Espressione top di questa tendenza è il braccialetto L’Essenziale by Atelier VM: una sottilissima catenina d’oro – si può scegliere lo spessore e la colorazione, giallo, rosa e bianco – che viene saldata intorno al polso utilizzando la tecnologia al laser.

L'Essenziale by Atelier VM 1

L'Essenziale by Atelier VM 2

L’idea è secondo me molto bella (prima o poi lo farò anche io, ci penso da quando ne ho sentito parlare per la prima volta un paio di anni fa), e può essere un’ottima idea sia per un regalo che per un autoregalo…

Se il trend dei gioielli minimal vi attira ma non volete subito andare su cifre importanti come può essere quella de “L’Essenziale”, ci sono in questo momento molti brand che propongono gioielli e bijoux molto piccoli e semplici, ma non per questo meno d’effetto (& Other Stories, per esempio, ne ha fatto una cifra distintiva fin dall’inizio della sua storia di marchio).

In particolare, vorrei segnalarvi un marchio che ho scoperto di recente grazie a Silvia, – blogger e biologa torinese come me (la trovate su Instagram come Sissa Bio – Silvia Arossa):

Bylia

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Bylia 2

Brand spagnolo (ha base a Barcellona), propone gioielli minimal che esaltino la naturale bellezza ed eleganza femminile senza dimenticare la semplicità e la praticità. Tutti i gioielli Bylia sono in argento 925, ipoallergenici e nickel free.

bracciale perle Bylia

orecchini stelle Bylia

Per quanto mi riguarda è un trend che sto esplorando nell’ultimo periodo e che, devo dire, mi sta convincendo molto: lo trovo fine e molto raffinato, adatto sia a look da giorno che da sera… … E vi dirò di più: nelle immagini qui sopra trovate un piccolo spoiler di due aggiunte che a brevissimo vorrei fare alla mia collezione di gioielli e bijoux…

Ps: se siete di Torino o vi capita di passare in città, vi segnalo due indirizzi dove potrete trovare molte proposte in stile minimal:

Secret Garden – Via Carlo Alberto 30/a

Tza Tza Tzu Concept Store – Via Mazzini 39

 

Immagini: via Pinterest e Bylia

 

Xoxo

Frenzi